Foto del mio amico Fabio Bernardini - 2024

Partiamo da dove avevo lasciato nella pagina Chi Sono.

Se sei arrivato fino a qui probabilmente mi conosci già, almeno un po'. E se non mi conosci, spero che le fotografie abbiano raccontato qualcosa di più di quanto riesca a fare con le parole. In fondo è per questo che si scatta: perché ci sono cose che la scrittura non riesce a contenere, momenti che esistono solo in quell'istante e che una buona fotografia può fermare per sempre.

Beh, tutto vero — ma se sei arrivato su questa pagina il sito l'hai già girato in lungo e in largo, questo è poco ma sicuro. E ad oggi, 12 aprile 2026, l'idea di aprire un blog "serio" non mi passa nemmeno lontanamente per la testa. Prima che il link finisca bello in evidenza sul menù principale passerà davvero del tempo, fidatevi.

Giulio al parco - 2026.

Descriversi in modo obiettivo non è semplice, specialmente se non sei uno scrittore — ma ci provo lo stesso.

Nella vita ci sono tre fasi:
1) Faccio quello che dicono i miei genitori perché sono il mio esempio.
2) I miei genitori non capiscono niente.
3) Ah, se avessi dato retta ai miei genitori!


Per tantissimi è così, e lo è stato anche per me. In quale fase sono adesso? In quella successiva: quella dove il genitore sono io. Cazzo, non è una roba semplice per niente. Libretti di istruzioni non te ne arrivano, né via mail né tantomeno per posta. Potrei raccontare come ho conosciuto Maria, come è nata la nostra storia e quanto sono innamorato di lei — ma questo non è il posto giusto. Certe cose è meglio tenerle al sicuro per sé.

La mia famiglia - Lanzarote - 2023

Perché la fotografia?

Bella domanda. In bio ho scritto che ho iniziato con la fotocamera dei miei genitori — di mia mamma per la precisione — una Ferrania 1n se non ricordo male, ottica fissa e mirino sfalsato. I primi rullini che ho scattato da cima a fondo (da 36, credo, dovrei andare a controllare) li ho caricati il giorno della comunione di una mia cugina. Ho fotografato tutti: zii, cugini, nonni che sono stati così clementi da uscire dal ristorante e mettersi in posa. Ero ancora piccolo — mandarmi a quel paese non era un'opzione, specie in un giorno di festa.

Ma come si usava quella fotocamera? Boh. Non era una reflex, la messa a fuoco era a spanne guardando la scala dei metri sull'obiettivo. E il diaframma? Secondo boh gigantesco. Per fortuna c'era una tabella di riferimento, stampata all'interno di ogni scatola di ogni rullino.

Esposimetro - Fuji 100 ASA

Poi, anni dopo, me ne stavo a zonzo per Genova e sono entrato per caso in un negozio di fotografia a comprare un rullino. Do un'occhiata all'usato e trovo una Contax RTSII a una cifra che potevo permettermi — in realtà no, ma l'ho comprata lo stesso. Me la porto a casa e da lì è cominciato un percorso fotografico che non finirà mai.

Tramonto - Principina al Mare - 2020

Il mio amico Renzo, classe 1936 (o forse 1937), mi ha insegnato a modo suo le basi di tutto. Quando gli ho detto che avevo preso una Contax mi ha risposto "nu ti capisci in belin!", e ha cominciato a parlare di tecnicismi, qualità ottiche, bla bla bla — cose che per me erano solo parole difficili. E la mia risposta è stata: "ma a me piace sta fotocamera".

Esporre, inquadrare, usare strumenti che non avevo mai visto — flash, esposimetri, acidi per lo sviluppo delle pellicole e per la stampa in bianco e nero. Il Circolo Fotografico Il Campanile, dove con una quota mensile ridicola avevi a disposizione due stanze da sala posa e altre due da camera oscura.

Decine di rullini esposti, quelli in bianco e nero sviluppati molto spesso il giorno stesso. Le delusioni per gli errori più banali — esposizione sbagliata, messa a fuoco mancata. Ma non ho mai mollato. Ho sempre sentito che quel mondo mi appartiene in qualche modo, e non ho mai smesso di andare avanti, fino ad ottenere quello che volevo.

Lorenzo D.

Poi la svolta: compro una fotocamera digitale. Canon EOS 10D con il 50 f1.8 e il 16-35 2.8, e in seguito il 70-200 2.8 — obiettivi che mi hanno accompagnato per quasi vent'anni. Un mondo totalmente nuovo. I primi scatti in JPG senza capire davvero quali fossero i vantaggi reali del digitale — primo tra tutti la temperatura del colore. Scatto in RAW o in JPG? Che differenza c'è? Domande che nel 2026 sembrano banali: basta aprire YouTube e trovi chiunque sia in grado di spiegartelo in modo comprensibile. All'epoca non era così per niente. Le informazioni si trovavano col contagocce e non sempre erano affidabili. Sto parlando di qualche anno prima che YouTube nascesse — e parlo di prima che venisse acquisito da Google, per capirci.

Pochissime persone che conoscevo sapevano insegnarti davvero qualcosa sul piano fotografico, figurarsi sul digitale. Ma non ho mai mollato, e ho imparato tutto da solo, al cento per cento, con le mie forze.

AF Immagini - Voltri - 2013

Nel 2007 un passo importante: apro il mio studio a Voltri, una cittadina nel ponente ligure. Per dieci anni mi sono tolto soddisfazioni enormi, arrivando da solo a lavorare anche con grandi aziende nazionali. È stato un periodo meraviglioso. Ma nel 2015 è successa una cosa che ha stravolto completamente la mia vita — e dopo aver tentato di andare avanti, sono arrivato alla conclusione che smettere di farlo per lavoro fosse l'unica strada percorribile. Da quel momento non ho più fatto un servizio fotografico a pagamento di nessun tipo.

C'è stato un periodo in cui la fotocamera è rimasta in un cassetto. Poi trasferirmi a Bologna, un viaggio con lo zaino in spalla in Asia e l'arrivo di Giulio hanno fatto rifiorire la passione pura che ho sempre avuto — quella che non è mai andata da nessuna parte.

E adesso cosa faccio con la fotograria? Mi diverto, e questo credo sia il mio più grande traguardo.