Possiedo da anni la EOS 1V, ultima fotocamera a pellicola professionale prodotta da Canon. Acquistata ad un prezzaccio intonsa, completa di scatola e con all'attivo poche centinaia di scatti (si, anche sulle analogiche era possibile verificarli anche se in maniera più spannometrica perchè viene registrato il numero di rullini esposti, che potevano essere da 12-24 o 36 pose)
Un oggetto preso più per collezione che per reale utilizzo: la praticità del digitale non è minimamente confrontabile con la pellicola e su questo siamo decisamente tutti d'accordo.
Ma quando ormai da anni sei convinto che l'analogico non farà più parte della tua vita, ti ritrovi una medioformato in mano e tutte le tue convinzioni sono sparite in un istante.
Qualche anno fa, parlando con un mio "nuovo mentore" conosciuto qui a Bologna lamentavo una cosa e gli ho detto:
"Davide, in fotografia mi sento un maratoneta che chiude la maratona tra i 4':01" e i 4':05" senza mai riuscire a scendere sotto ai 4 minuti a km."
La sua risposta è stata grossomodo questa:
"Sei bravino, ma sei troppo legato alla tecnologia. Se vuoi migliorare nel ritratto devi mettere via tutti i tuoi strumenti e comprarti una biottica, dove la tecnologia è puramente meccanica e quello che viene fuori sul negativo è totalmente merito (o colpa) tua".
Non prendo mai alla leggera i consigli di chiunque, ma sicuramente non mi sono messo a cercare una fotocamera di almeno 50 anni fa immediatamente.
2 Settembre 2025, non sto a raccontare come e perchè ma mi hanno regalato una Rolleiflex, regina delle biottiche. Versione con Carl Zeiss Planar 75mm f3.5
Un mondo totalmente nuovo: l'unica volta che ho usato una Hasselblad a pellicola con dorso polaroid è stato a Milano dai miei amici Stefano e Alessandro, ma le Hassy ogni fotografo sa cosa sono. Qua si parla di un altra cosa: fondamentalmente è una scatoletta con davanti un obiettivo (due, quella sopra serve per inquadrare) dentro alla quale devi caricare un rullo 120 per avere la fantasmagorica autonomia di 12 scatti.
Il rullo, ok, lo compro: ma come si carica? Per fortuna Davide mi ha aiutato e dopo la prima volta son diventato (come è ovvio che sia) totalmente autonomo. Prime foto scattate, rigorosamente in BN e portato a sviluppare in laboratorio. 2 settimane di attesa!!! per avere il negativo sviluppato e neanche scansionato a bassa risoluzione. Il costo è assolutamente abbordabile (mi pare 7.90€) ma le due settimane sono davvero un'eternità, per uno che all'inizio al pomeriggio scattava e la sera stampava già i provini a contatto del negativo.
L'unica cosa che è cambiata è l'inserimento della pellicola nella spirale. Un po' di memoria meccanica e nonostante ogni mia previsione, ho notato che con la pellicola 120 nonostante le dimensioni l'inserimento risulti decisamente più facile rispetto alla classica 35mm.
Avete presente la scena del film Ratatuille quando il super critico culinario assaggia il piatto cucinato da Piccolo Chef? Ecco, ogni volta che sviluppo un rullo e alla fine del lavaggio lo tiro fuori dalla Patersons l'effetto per me è esattamente quello. A questo punto resta una sola gigantesca domanda e sono molto sincero nell'affermare che una risposta non l'ho ancora ben focalizzata:
Che ci faccio con l'Analogico?
In questo momento sono "attrezzato" per scattare, ho un bel po' di rullini ancora intonsi in frigo in attesa di venire utilizzati, attualmente uno è in macchina con 3-4 scatti impressionati e uno è nel contenitore pronto per essere sviluppato, ma non ho ancora trovato un progetto. Nello stesso rullino posso coesistere foto di ritratto in studio e scatti ricordo al parco. Solo una volta ho fatto 12 scatti di fila nella stessa situazione: mia mamma con mio figlio e direi che ne è valsa la pena.
Sono sincero, in mente ovviamente ho qualcosa, ma non sono ancora partito perchè non ho ancora del tutto le idee chiare.
Di una cosa sono sicuro: nel giro di qualche tempo, visitando la pagina
Progetti troverete una nuova galleria con un po' di foto unite da un filo conduttore scansionate.