L'emozione di preparare l'attrezzatura, che sia corpo e lente o tutto quello che possiedo è la stessa. Sto per uscire a fare delle foto e non ho intenzione di tornare a casa senza nulla. Supponiamo di fare una passeggiata fino a San Luca con la fotocamera nello zaino con una sola ottica. rientro a casa con? 20/50/100 scatti? va bene. di questi vuoi per la stanchezza nel fare gli scaloni con la zavorra sulla schiena, vuoi perchè in quel punto c'era qualcuno seduto che non si è spostato o non ha accettato di essere ripreso, le foto "buone e pubblicabili" sono solo 2. ok, anche fosse una sola, io sono felice, punto!
Avifauna? 500 + tc1.4 e corpo macchina, sveglia a orari assurdi e sul posto pronto a scattare alle prime luci del mattino. E' dura, e magari nei mesi invernali fa pure freddo (sche comunque preferisco alle zanzare estive). Passi 2-3 ore in capanno e non passa nulla, zero totale. Ma quando hai perso tutte le speranze e stai realmente decidendo di tornare a casa ti si presenta davanti un martin pescatore e tutto ha un senso.
Il ritratto da sempre è il genere che prediligo. Sto continuando a studiare libri su libri, guardo e studio qualsiasi immagine mi si presenti davanti agli occhi cercando di fare "reverse engeneering" e capire come è stata costruita (farò prima o poi un articolo dedicato a questo genere fotografico, è una promessa che faccio a me stesso). Qui le cose si complicano un po', anzitutto trovare soggetti disponibili, poi decidere se si scatta all'aperto le cose sono relativamente semplici, un paio di lenti (diciamo 35 e 135), uno stativo con flash e un diffusore
(non è vero, riesco a portare quantità di materiale imbarazzanti anche qui come si vede dalla foto, ma non diciamolo a nessuno...). Oppure in studio, dove il lavoro di preparazione è enorme, dal montare ogni volta il fondale, gli stativi, i flash, i diffusori, pannelli e tutto quello che serve fisicamente (che andrà totalmente smontato a fine sessione) e soprattutto lo studiare prima gli scatti, perchè se all'aperto la luce che mi porto è semplicemente di schiarita, in studio ogni cosa va decisa prima dello scatto e spesso carta e penna qualche sera prima dello shooting vero e proprio mi aiutano a decidere cosa fare. Come ho già scritto: il tempo è il mio peggior nemico.
La mia famiglia viene al primo posto, e non sempre riesco a ritagliarmi un paio d'ore per una sessione di scatti in studio o una semplice passeggiata serale con l'unico scopo di portare a casa qualche scatto. Ma provo ad essere il più costante possibile: negli ultimi mesi sono riuscito a fare poche sessioni fotografiche che mi hanno però dato moltissima soddisfazione.